Glaser Mattotti Calligaro. Il destino della pittura

Glaser Mattotti Calligaro. Il destino della pittura
Glaser Mattotti Calligaro. Il destino della pittura

Il destino della pittura
L’avvento e la diffusione della fotografia, alla fine dell’Ottocento, ha messo in crisi la “narratività” della pittura. L’Impressionismo prima e in seguito le Avanguardie dei primi decenni del Novecento sono stati un tentativo di salvaguardarle un ruolo indipendente e alternativo rispetto alle nuove forme della visione e del racconto – dal cinema alla pubblicità – che si andavano affermando con un’inarrestabile accelerazione nel corso del secolo, minacciando di rendere obsoleto, o quanto meno irreparabilmente marginale, il ruolo e la funzione del linguaggio pittorico.
L’uso sempre più abile e spregiudicato delle moderne tecniche della comunicazione – dalla grafica digitale alla videoart – e delle esperienze concettuali – dal Neo Dada alle installazioni, dove l’invenzione dell’idea si sostituisce alla “riuscita formale” – hanno prodotto ulteriori profonde trasformazioni nella rappresentazione e nell’espressione artistica, modificando la nostra stessa percezione visiva e le
nostre convinzioni/ipotesi su che cosa intendiamo oggi quando diciamo “arte”.
Il dibattito culturale sul destino dell’arte figurativa – nell’epoca della sempre più frequente svalutazione della “forma” – ipotizza addirittura una rivoluzione antropologica, tale che annullerebbe il nostro stesso costitutivo e millenario bisogno di fruizione artistica.
Il progetto espositivo Il destino della pittura propone – in ognuna delle tre sedi – un’ampia selezione di opere di tre fra i massimi protagonisti del graphic design contemporaneo: tre grandi autori che al linguaggio della pittura – con diverso genio creativo e sensibilità artistica – intrecciano il linguaggio della grafica, della pubblicità, della illustrazione e del fumetto, con risultati di prepotente vitalità.
Le opere esposte – Glaser a Colloredo, Mattotti a Fagagna e Calligaro a San Daniele – formano così tre possibili e originali risposte all’interrogativo implicito nel titolo della mostra: fondere in un’unica prassi la grafica, la pubblicità, l’illustrazione, il fumetto e la pittura, mantenendo altissimo il livello della qualità formale, in un’epoca in cui il dominio della tecnica rischia di dissolvere l’artisticità della forma e la
simbolicità del messaggio nella mera comunicazione del significato.

Milton Glaser
Milton Glaser è nato a New York nel 1929. Dopo essersi laureato alla Cooper Union di New York ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ stato co-fondatore e direttore artistico della rivista New York, oltre che fondatore dei Pushpin Studios, gruppo i cui lavori sono stati esposti in tutto il mondo. I suoi libri – Milton Glaser: Graphic Design e Art is Work, grandi classici del settore – sono stati tradotti in molte lingue. Con Nuages ha pubblicato i cataloghi: I manifesti di Milton Glaser e Milton Glaser I love New York e i volumi: I fiori del male, Il Purgatorio, Drawing is Thinking (2008).
Dal 1961 è docente e consigliere d’amministrazione della School of Visual Arts di New York.
Il suo lavoro – oggetto di esposizioni in tutto il mondo – ha avuto l’onore di una mostra personale al Museum of Modern Arts di New York e al Centre Georges Pompidou di Parigi.
Ha ricevuto numerosi premi: nel 2004 il Lifetime Achievement Award del Smithsonian Cooper-Hewitt, National Design Museum.
Vive tra New York e Woodstock.

Lorenzo Mattotti
E’ nato a Brescia nel 1954. Terminati gli studi di architettura a Venezia, ha deciso di dedicarsi al fumetto, diventando uno dei maggiori autori mondiali del genere. Nel 1984 ha realizzato Fuochi che, accolto come un evento, ha vinto importanti premi internazionali.
Con Incidenti, Signor Spartaco, La zona fatua, Stigmate e molti altri fino al Rumore della brina, il suo lavoro si è evoluto secondo una linea di grande coerenza, ma nel segno eclettico di chi sceglie sempre di provarsi nel nuovo. Oggi i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.
Pubblica sui più importanti quotidiani e riviste internazionali.
Per l’infanzia ha illustrato vari libri, tra cui Pinocchio e Eugenio, vincitore del Grand Prix di Bratislava 1993. In America ha ricevuto, insieme a J. Kramsky, il prestigioso premio Will Eisner 2003 per Dr. Jekyll & Mr. Hyde.
Con Nuages ha pubblicato: Il Padiglione sulle dune, Mattotti pour Le Monde, Linea fragile, La Divina Commedia-Inferno, I Manifesti di Mattotti, Nell’acqua, Carnaval, Nelle Profondità, Altrove.
Numerose le sue esposizioni personali, tra le quali l’antologica al Palazzo delle Esposizioni di Roma, al Frans Hals Museum di Haarlem, ai Musei di Porta Romana e I Manifesti di Mattotti a Santa Maria della Scala a Siena. Realizza manifesti, copertine, campagne pubblicitarie. Suoi sono i manifesti di Cannes 2000 e quelli per l’Estate Romana. Ha collaborato a Eros di Wong Kar-way, Soderbergh e Antonioni, di cui ha curato i segmenti di presentazione di ogni episodio. Ha recentemente realizzato uno dei sei episodi del lungometraggio Peur(s) du noir. Nel 2008 sono stati pubblicati tre suoi nuovi volumi con il Consorzio Venezia Nuova: Scavando nell’acqua, con Tricromia, Appunti sul paesaggio e Le avventure di Pinocchio, per la collana I millenni di Einaudi.

Renato Calligaro
Renato Calligaro è nato a Buja (Udine) nel 1928, ma è vissuto a lungo fin da bambino in luoghi diversi dell’America Latina, coniugando la formazione classica italiana con l’immaginario mitico sudamericano.
L’esperienza insieme europea e latinoamericana, l’esercizio di discipline diverse – anche letterarie – e gli interessi teorici hanno inscritto il suo lavoro nel “sistema della pluralità degli stili”.
Autore della modernità in crisi, ha esplorato in quella cifra i labirinti della narratività nelle arti contemporanee, proponendola come condizione di un recupero della narratività in pittura. Più che il racconto di una avventura, dunque, la sua opera è la narrazione dell’avventura del linguaggio stesso, nel suo inventarsi in figure.
Nell’intreccio di esperienze grafiche diverse, Calligaro ha operato una fusione fra pittura – sua disciplina d’origine – grafica pubblicitaria e fumetto, recuperando da un lato alla pittura la narrazione nei “quadri racconto”, dall’altro inventando un nuovo linguaggio (Dorfles) nei “Poemi illustrati” (Montagne, Oltreporto, Lirica 4, Zeppelin, Poema Barocco, ecc.).
Come illustratore e vignettista di satira politica ha collaborato a numerosi giornali e riviste (Linus, Panorama, Espresso, La Repubblica, il Manifesto, Le Monde, Lotta Continua, Reporter, ecc.) e pubblicato libri da Feltrinelli e Rizzoli.
Come teorico ha fondato e dirige la rivista di psicologia, fenomenologia e antropologia dell’arte TempoFermo, che ospita saggi e discussioni sulla situazione e funzioni dell’arte nella contemporaneità dominata dalla Tecnica.

Sedi espositive
Milton Glaser
Castello di Colloredo di Monte Albano
piazza Castello
Colloredo di Monte Albano (UD)
Lorenzo Mattotti
Sede Municipale / Palazzo Vanni degli Onesti
piazza Unità d’Italia, 2
Fagagna (UD)
Renato Calligaro
Museo del Territorio
via Udine, 4
San Daniele del Friuli (UD)
Orari di apertura
lunedì-giovedì: per gruppi (minimo 20 persone), su prenotazione
venerdì: 9.30-12.30
sabato e domenica: 9.30-12.30 / 15.30-19.00
Ingresso libero
Informazioni e prenotazioni gruppi
vicino/lontano associazione culturale
tel. +39 0432 201408 / vicino.lontano@tiscali.it
www.vicinolontano.it

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4 Comments

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  1. Si organizza per domenica 22 marzo un’intensa gita per associati (ed associandi) alla volta della triplice esposizione friulana. Le adesioni sono aperte…

  2. assolutamente sorprendente la mostra di renato calligaro. un vorticoso multiverso di relazioni alterate… un grande visionario, uno di quelli capaci di spalancare il proprio ‘intimo inferno’ senza mostrare i timori e le speranze che lo agitano. ‘poema barocco’ (un’intensa narrazione ‘a vignette’ presente in mostra) è un’esperienza che non si può mancare…
    per intenditori raffinati (consigliata ai teorici e ai tecnici del graphic design) l’esposizione dedicata a milton glaser. la sintesi fantasiosa e la libera reinterpretazione come pilastri espressivi.
    su lorenzo mattotti si dovrebbe scrivere un poema. una sensibilità cromatica (le matite e i pastelli sono da capogiro…) e una padronanza della forma (deformata fino a portarla a nuovi inaspettati equilibri) che solo un grande artista riesce ad esprimere. inutile aggiungere altro. imperdibile…

  3. Piero Spankj 26/03/2009 — 14:38

    Quest’anteprima web su Renato Callegaro lascia effettivamente con il fiato sospeso..splendido intarsio di emozioni.Questo sabato….

  4. Mattotti prima Glaser poi e dulcis in fundo Calligaro. Quest’ultimop vecchio partigiano che lascia storditi. Imprevista e straordinaria esperienza trascendentale, un caos lento ordinato che da forme precise ti scioglie nell’acido… lisegico.
    Mattotti è Lorenzo il magnifico e regalo come mommento l’episodio tratto da Fears of the dark, lungometraggio noir senza eguali (curioso che a bologna ci sia la mostra di Charles Burns suo socio anche e proprio a Bologna con Valvoline. Ecco il link a Youtube anche in HD:

    E anche cosa dicono di lui ad avantcomic
    http://avantcomic.net/es/2008/dialogo-con/lorenzo-mattotti.html

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