Scarti d’autore | 6 / 21 giugno 2009

locandina scarti d'autore
locandina scarti d'autore

Scarti d’autore – 20 lirigrafie
poesie di Davide Vetta | fotografie di Gianni Palcich
6 / 21 giugno 2009
prorogata sino a: martedì 23 giugno 2009 (Fuochi di San Giovanni)

Spazio Villas
via de Pastrovich 5
Parco San Giovanni (Trieste)

dalle 16 alle 20
ingresso libero

inaugurazione:
venerdì 5 giugno, alle 19

evento organizzato dall’Associazione culturale NadirPro, con il patrocinio della Provincia di Trieste e promosso dall’Azienda per i servizi sanitari n. 1 Triestina

Immagino di stare seduto davanti ad una finestra e ad un tavolo vuoto a raccontarvi di questo lavoro ma, in fondo, non è necessario. Basta infatti il solo foglio bianco davanti a rendermi l’intento sufficientemente poetico.
Ma come dirvi allora di quest’opera?
Romperne l’immediatezza con lunghe perifrasi o dirne due parole?
Se non avessi tante incertezze di fronte a questo foglio non più tanto bianco vi direi che nel progetto iniziale la stesura e la redazione prevedeva una rigida divisione dei compiti: da un lato la scelta delle liriche (di cui nessuna scritta a comando, nessuna pensata a priori come compagna di fotografia) doveva spettare al fotografo, dall’altra spettava al poeta la scelta delle immagini, nemmeno queste pensate in origine come complemento.
La “rigida divisione” però è rimasta negli intenti, nella lealtà il lavoro è stato fatto in simbiosi, ma anche in parassitosi, tra il riso e il pianto.

Il resto? Il resto è indecisione, rimorso, impercezione.
Posso dirvi, da parte mia, che le poesie hanno un’età variabile tra i dieci e i due anni di vita e una sola è di oggi, una delle poche nate dopo che il presente progetto mi ha svegliato da un lungo torpore e da una lunga distanza dalla carta.
Di qualcuna, beh, proprio mai avrei pensato finisse in un libro, nè tantomeno qui, ma così è.
Mi decido a pensare che questi abbinamenti, questi accostamenti “lirigrafici” rendano quest’opera leggera come un aquilone e decisa come una bandiera al vento: buona lettura e buona visione.
[DV]

Chi ha rubato il ventunesimo secolo? 3+3+1 fa sempre e solo 7? È giunto il tempo di raccogliere le pietre? A queste e ad altre sconvenienti domande cercano di dare risposta queste 20 lirigrafie.
Convenzionalmente una lirigrafia nasce dall’unione di parola ed immagine quando il collante è rappresentato dalla pulsione lirica. Una vorticosa danza tra immagine e parola che si sviluppa al suono della lira (strumento tradizionalmente collegato all’attività poetica). Il risultato è un’opera duale, maturata nella certezza che i tempi siano propizi per lasciare spazio all’immaginazione senza sconfinare pericolosamente nel non detto o nel non visto. Una grande scommessa o soltanto una piccola svista…
[GP]

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4 Comments

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  1. Mosso il secondo, cruciale passo del progetto ‘Scarti d’Autore’. Quello che potrebbe considerarsi il seme di tutto il discorso poetico sul / nel Parco di San Giovanni, pazientemente germoglia…
    Superfluo sottolineare l’impatto delle duttili lirigrafie. Vale la pena ricordare, però, che tutti gli sguardi fotografici presenti in mostra sono stati ‘rubati’ nel parco. Un po’ per necessità oggettiva, un po’ per destino individuale… Sull’intenso verseggiare di Davide Vetta bisognerebbe spendere più di qualche parola. Merita, intanto, avvicinarsi al suo multiforme universo lirico in punta di piedi, approfittando di questa leggera occasione.

  2. a quando una puntata sulla luna?

    La luna svanisce dietro alle case
    come sei svanita tu.
    E’ come se la luna
    ci fosse ancora o venisse domani,
    o dovessi cercarla tra quei tetti.
    Sei scomparsa, ma dono grande
    è stato il vederti, respirare, dire:
    del candore c’è segno, presenza.

  3. La mostra è stata prorogata fino al 23 giugno 2009, data del tradizionale evento ‘propiziatorio’ nel Parco intitolato Fuochi di San Giovanni.

  4. Allestimento commovente, leggero, semplice. Un esperimento da ripetere senza dubbio l’accostamento della poesia alla fotografia, tanto da restare straniti di fronte alla piacevole ironia e alla profonda inquietudine, costantemente rispedite al mittente. Un volo, un tocco d’ali, lo spazio di un respiro e il tempo si ferma. Vai via come se avessi dimenticato qualcosa.
    Complimenti e spero di toccare con mano una prossima meritevole vostra pubblicazione.
    Vetta lo conoscevo, già vincitore di premi.
    Palcich mostra la sensibilità del grande fotografo che riesce dal nulla a regalare un’emozione. Da una foglia, un dettaglio comune, senza invasioni di campo.

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