N.A.D.I.R. | sabato 30 gennaio 2010

n.a.d.i.r.
N.A.D.I.R. di Majoli, Pizzamiglio e Spanò

Sabato 30 gennaio 2010
alle ore 18.30
presso il Teatro Miela (piazza Duca degli Abruzzi, 3)
(Trieste)
Inaugurazione della mostra fotografica collettiva

N.A.D.I.R. | nodi appunti domande immagini riflessi
di Alex Majoli, Antonella Pizzamiglio e Marco Spanò

Saranno presenti all’inaugurazione, oltre agli autori, Franco Rotelli e Massimo Cirri. La serata proseguirà con il liveset del duo Baby Gelido

La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile presso il Teatro Miela fino a sabato 13 febbraio negli orari d’apertura del teatro.

La mostra, organizzata dall’Associazione culturale Nadir Pro, fa parte di un progetto più ampio che dal 16 gennaio fino al 5 marzo 2010 racconta a Trieste storie di diritti negati, di istituzioni totalizzanti, ma anche di trasformazioni possibili e di piccole vittorie. È un progetto che vuole rivelare attraverso la fotografia ciò che non si vede, comunicare l’inaccessibilità ai diritti di cittadinanza, rappresentare la lotta all’esclusione attraverso i protagonisti. Lo fa posando lo sguardo su due differenti realtà manicomiali la Grecia e l’Albania e, oltre il mare, un comune elemento: il processo di trasformazione avviato in Italia dalla riforma basagliana che ha portato alla chiusura dei manicomi.

N.A.D.I.R. | Nodi Appunti Domande Immagini Riflessi
16 gennaio / 5 marzo 2010
Parco culturale San Giovanni | Teatro Miela [Trieste]

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4 Comments

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  1. Prestigiosa la cornice del Teatro Miela. Ne siamo onorati.
    Decisamente impegnativa la sintesi / selezione del ciclo N A D I R.
    Ad impreziosire le tre sezioni in mostra, l’installazione di Andrea Facca intitolata ‘Memento’, ispirata ad un frammento poetico di Antonin Artaud.
    Doveroso citarlo qui per coglierne l’impatto…

    RACCAPRICCIO
    Era come se l’irrimediabile si fosse compiuto:
    L’orrore era al suo culmine
    Insieme alla disperazione
    E allo sconforto.
    E ciò si estendeva
    A tutta la mia vita spirituale futura.
    Dio allora si era reso introvabile.
    C’era un punto nero
    Dov’era confluita la mia sorte
    Che restava lì
    Inchiodata
    Fin quando il tempo
    Non venga riassorbito dall’eternità.

    Memento di Andrea Facca

  2. l’orgoglio di esporre al teatro miela pericolosamente miscelato alla responsabilità di compiere una chiara sintesi. misurarsi con la preziosa arte del mostrare, intesa come espressione del vedere sentendo. in un drammatico bilico etico-estetico.
    emerge con forza la necessità di capirne di più. sul tema. sulle idee. sugli umani. urgono riflessioni sulla memoria e su tutto un sistema filosofico che traghetti oltre il formale ‘memento…’.
    poi, per fortuna, mi ricordo che, tradizionalmente, Mnemosine – la Memoria – è la madre delle Muse – le Arti. e ho un po’ meno paura… per ora.

  3. sei stata unica……… non ho parole per le emozioni che ho provato…grazie anto… per tutta l’umanita’…

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