ICHNUSA / Bert d’Arragon | venerdì 31 maggio

presentazione: Ichnusa di Bert d'Arragon
presentazione: Ichnusa di Bert d’Arragon

venerdì 31 maggio 2013 alle 18
Libreria In der Tat | Via Diaz 22 Trieste | e associazione Nadir Pro con Circolo Arcobaleno Arci Gay – Arci Lesbica
organizzano la presentazione del romanzo
Ichnusa di Bert d’Arragon (Edizioni Alpha Beta Verlag, Merano)
modera Valentino Pagliei, intervengono Cesare Reina e un ospite a sorpresa, sarà presente l’autore
ingresso libero

Ichnusa è un romanzo coinvolgente ambientato in un immaginario paesino della Sardegna. Dopo La Libellula Bert d’Arragon racconta, con il suo consueto sguardo divertente e dissacrante, un angolo dell’Italia di oggi, come protagonista un sacerdote ribelle tra archeologia, amori inaspettati, omofobia, coming out e misteriosi furti in una chiesa bizantina…
La vicenda si sviluppa sullo sfondo di un restauro archeologico ostacolato dalla criminalità locale a matrice artistico-culturale con ambientazione a Serròli, un immaginario paesino della Sardegna: attorno ad un cantiere di restauro di un’antica chiesa bizantina sulla costa orientale dell’isola si incontrano persone che senza quel lavoro non si sarebbero mai conosciute. Nascono amicizie inaspettate e amori inconsueti ma poi accadono strani furti e la criminalità locale irrompe nella quiete della chiesetta…
L’intreccio della storia affronta temi impegnativi che vanno dall’omosessualità alla sessualità dei disabili, dalla questione del celibato alla conciliazione tra famiglia e carriera, conflitto tipicamente femminile. Questi temi vengono trattati in maniera inconsueta. Il romanzo cattura il lettore per le atmosfere che propone e per la suspense che crea con una scrittura originale e avvolgente. Una nuova storia appassionante di persone che scoprono la grande sfida e vera avventura della vita: essere se stessi…
Premio letterario “La Pania” 2013 sezione narrativa (per approfondimenti: http://ichnusailromanzo.wordpress.com/).

“Leggendo Ichnusa ho avuto la sensazione di entrare in un teatro, una giostra di temi e di personaggi. Ti ritrovi nella rappresentazione della vita. E’ intrigante e pensi che è un libro che fa parte di te.” (Carla de Chiara)

Bert d’Arragon, nato nel nord della Germania, si è laureato in Scienze dell’Antichità presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. Ha lavorato in Sardegna, Val d’Aosta e Puglia. Attualmente vive in Toscana e lavora come funzionario pubblico. Nel tempo libero insegna Yoga e Meditazione Tibetana. Nel 2008 ha vinto a Firenze il premio Tiziano Terzani per il racconto Un filo d’erba sotto la tenda di ieri e nel 2009 ha pubblicato il romanzo La Libellula – Una storia di persone nella resistenza (2° classificato al Premio Chianti 2010). Per scrivere si ritira in un piccolo borgo dell’Appennino Pistoiese. Oltre alle passeggiate in montagna, ama la musica classica, la barca a vela e la buona cucina. Scrive sia in tedesco, che in italiano.

“L’amore nel «microcosmo» di un cantiere archeologico sardo: esce Ichnusa di Bert D’Arragon
Fra le strade di un paesino sardo con «un sindaco donna, tre assessori, una caserma dei carabinieri, 4 bar, 3 ristoranti, un campeggio, diversi appartamenti per turisti, qualche migliaia di pecore, qualche centinaia di mucche e maiali, un campo sportivo senza alcune attrezzatura, due strade principali, un incrocio e nessun semaforo» s’intrecciano le storie inconsuete e avvolgenti dell’Ichnusa di Bert D’Arragon. E’ nel microcosmo della provincia isolana che i personaggi si guardano e s’incontrano, per dar vita a storie descritte con l’originalità e la leggerezza della profondità che l’autore aveva già sfoggiato nella sua Libellula, secondo classificato al Premio Chianti 2010.
Storie d’amore inconsuete, come in fondo sono tutti i rapporti veri: della donna fiorentina con un sardo disabile, dell’operaio «semplice e bello» con l’ingegnere che cerca di nascondere la sua omosessualità, del parroco toscano, che sull’isola cerca invano di fuggire dalla tentazione dell’amore, all’amore dei preti «di trincea». Fra tutte, si alza la figura di Federica Obermair, storica dell’arte austriaca, rigida direttrice del cantiere archeologico che fa da teatro alle storie uscite dalla penna di D’Arragon. «C’è molto della mia esperienza — spiega l’autore —, di quando, anni fa, ho lavorato proprio in un cantiere archeologico nella provincia di Nuoro, usato contro la malavita locale». Sono stati necessari soltanto pochi mesi a D’Arragon, originario della Germania, laureato in Scienze dell’Antichità alla facoltà di Lettere dell’Università di Firenze, funzionario della Provincia di Pistoia, a passare dalla realtà della memoria alla fantasia delle storie dell’Ichnusa, antico nome della Sardegna. Temi impegnativi come l’omosessualità, la sessualità dei disabili, il celibato, la conciliazione fra famiglia e carriera per le donne, «sono affrontati — per dirla con le parole di Vladimir Luxuria che compaiono sulla quarta di copertina — in modo intenso e profumato, come la terra del suo titolo. Lasciatevi rapire».” (La Nazione, 26.10.2012)

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